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Giancarla Frare – Stati antagonisti

By 15 Gennaio 2020 Aprile 10th, 2020 No Comments

| GIANCARLA FRARE – Stati antagonisti

Tecnica

Puntasecca, Ceramolle, Carte abrasive.

Matrice

Misure: 350 x 500 mm.

Tiratura

Edizione: da 1/50 a 50/50 più 11 P.d’A. I/XI – XI/XI e 10 P.d’A. 1/10 – 10/10.

Carta

Fabriano Tiepolo 310 gr. – 330 x 480 mm.

Da sempre Frare si dimostra affascinata dai contrasti, dalle situazioni forti, naturali o meno, che simpongono alla sua sensibilità anche in virtù della difficoltà a  trasformarle – attraverso mediazioni di natura intellettuale – in cose altre, diverse da loro e dunque più facilmente governabili. Situazioni e paesaggi originari che coinvolgono luomo per la loro ambigua bellezza e per la capacità di mettere a nudo i meccanismi primari della vita: leterna battaglia fra la luce e lombra, fra il bene e il male, fra la vita e la morte. Tuttavia, quello che da sempre affascina nellarte di Frare, così apparentemente stringata nei mezzi espressivi (ha rinunciato da subito e quasi del tutto alle malie del colore) eppure così straordinariamente ricca e articolata, è la sua libertà nellaffrontare i meccanismi che danno origine allimpulso creativo, accettando ciò che la vita o le strategie dellinconscio o della memoria le mettono sotto gli occhi: partendo – o invece talvolta approdando – (d)a esplicite figurazioni – oppure dando vita a immagini, a visioni così ostinatamente astratte da aver reciso seccamente ogni legame con luniverso delle forme sensibili.Insomma, il suo giocare a rimpiattino con la forma e i suoi processi generativi, la sua attitudine dichiaratamente gestuale (ma nella quale è lunga la gestazione che dà origine al segno e avviene a livello di meccanismi profondi e non sempre consapevoli), collocano il suo lavoro entro un orizzonte operativo nel quale figurazione e astrazione rimandano continuamente luna allaltra senza timore né pudore. La sua ostensione della natura primigenia del mondo(che resta tale anche in quello delle sensazioni) si associa alla riflessione sul tempo, delle ere geologiche, della storia delluomo come dellesistenza individuale e sul meccanismo di trasformazione che il tempo opera sulla fisicità delle cose. Come la dialettica fra nero e bianco, fra luce e ombra è serrata nel suo lavoro, così è fecondo il cortocircuito scoperto fra lavvicendarsi lunghissimo della storia e lattimo fuggevole dellesistenza; dimensioni imparagonabili che è possibile rendere più eloquenti e praticabili affidandosi alla illusoria verità di un innesto fotografico. Nellincisione Stati antagonisti realizzata per il Club 365, la profonda frattura di nero che frana dallalto si alleggerisce e acconsente al filtraggio della luce mentre la trama dei segni, serrata o distesa, continua a contenderle il campo.

Daniela Fonti